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Scuderia San Michele

dal 1965 ci guida la passione!

Con queste poche righe si intende descrivere la storia della scuderia automobilistica San Michele partendo dalla sua fondazione nel lontano 1965 grazie a un gruppo di appassionati di Parma che intendevano promuovere l'automobilismo sportivo.

La Scuderia

L'idea di costruire in Parma una scuderia automobilistica nacque in un gruppo di appassionati e molto anni prima dell'ufficiale costituzione della stessa.
Parve infatti non consono con le tradizioni sportive della città il fatto che gli appassionati parmensi di automobilismo (e non ce n'era uno solo) gareggiassero per i colori di sodalizi di altre città; orbene dopo un periodo di gestazione durante il quale i giovani sportivi si conobbero si frequentarono, confrontano le loro esperienze e soprattutto fecero i primi approcci con la pista al volante di vecchie formula junior tirate fuori amorevolmente ripulite le messe in condizioni di marciare ancora, si giunse l'atto notarile e all'esordio in gara.

Era l'anno 1965 e questi due amici nonché soci fondatori erano Angelo Pagani e Mario Bernini e dopo l'abolizione della Parma-Poggio di Berceto dovuto a motivi di sicurezza l'Automobile Club di Parma riorganizzò una corsa in salita: la "Castiglione Baratti -Neviano degli Arduini".
Al via si presentarono fregiati dello stemma della spada Alata (simbolo della scuderia San Michele) giovani esordienti al volante delle vecchie junior spalleggiate dalle vetture di uso quotidiano volenterosamente elaborate e soprattutto con il temporaneo sport di elementi silenziatore della marmitta vetture obsolete essendo una categoria sostituita dalla formula 3 per fortuna gli organizzatori per non lasciare appiedato i locali rispolverarono in quell'occasione la celeberrima formula libera.
Il verde colore della speranza elevava lo spirito ma contemporaneamente affliggeva le classi sociali ragion per cui fin da quel lontano e fu gioco forza racimolare qualche soldo esponendo scritte pubblicitarie sulle vetture: il termine sponsor ancora non è entrato nel vocabolario sportivo automobilistico italiano, e pure un non generosissimo gradito finanziatore si trovò e qualcosa si fece.

I Corridori ante San Michele andavano cessando l'attività e gli allora baldi giovani dovettero cominciare da zero; gagliardamente senza perdersi d'animo si tiro dritto seguendo pur senza un preciso accordo quello che fino a oggi sono state le direttive non scritte ma sempre rispettate dal sodalizio: primo correre ovunque, comunque e non solamente delle gare organizzate nel Ducato e province limitrofe, secondo offrire ai piloti soprattutto un'assistenza organizzativa tenendosi lontani dalla tentazione di ingaggiare piloti già sperimentati, terzo incoraggiare e assistere soprattutto i "novellini" che più ne hanno bisogno, quarto coprire le spese di organizzazione non con principesche quote sociali ma con finanziamenti esterni offrendo in contropartita pubblicità delle vetture.
La nuda cronaca di per se stessa e arida e non andremo qui a stendere un elenco di nomi e cifre; a spizzico cogliamo alcuni degli episodi che più ci appaiono significativi:
- 52 piloti in attività nel 1965
- la prima uscita di piloti permessi su vetture monoposto in gara valevole per il titolo italiano all'autodromo di Monza
- la crisi del 1971 dalla quale si uscì duramente lottando all'insegna del chiedere tutto ai piloti dare il tutto il poco che c'era ai piloti
- il rinnovamento dei quadri direttivi con l'apporto dei nuovi giovani appassionati reclutate tra i commissari di percorso
- i 14 titoli italiani portati ad oggi dai Corridori nati e cresciuti nella San Michele
- il cieco e totale appoggio dato al costruttore dell'autodromo di Varano Melegari allora quando l'idea della costruzione del circuito veniva senza i mezzi termini in ambienti ufficiali esplicitamente definito" frutto di follia a abbisognevole di cura"...

Rifondazione più autentica della scuderia è venuta dalla composizione della Rosa piloti a testimonianza di quasi un quarantennio di militanza nel mondo automobilistico, confermato da una lunga serie di titoli e trofei nazionali dimostrazione di una lungimiranza agonistica che non accenna certamente a scemare detto ciò siamo onorati di ricordare un grande nome tra i piloti che hanno corso con i colori della scuderia automobilistica San Michele come Paolo Barilla che negli anni 80 arrivo disputare il campionato mondiale di formula 2 (pilota che ha disputato anche un'edizione della Parigi-Dakar).

Dopo un periodo tra la fine degli anni ‘80 e inizio ‘90 in cui la Scuderia ha una fase calante dovuta ad un mancato ricambio generazionale la San Michele trova nuova linfa vitale in un gruppo di giovani appassionati e praticanti di rally che nel 1994 prendono in mano il timone e riprendono ad organizzare il Rally del Taro.
La prima edizione del “Rally del Taro” erede della tradizione del Taro e del Ceno (svolto per 7 edizioni) prende il via per la prima volta nel 1994 con 60 equipaggi .
L'anno seguente le vetture iscritte superano la settantina è già alla terza edizione vengono superate abbondantemente il centinaio di iscritti.

Dopo 3 anni di rodaggio come rally sprint nel 1997 il primo salto a validità nazionale e nella successiva edizione del 1998 la definitiva consacrazione come la più importante manifestazione sportiva della Valtaro, il Rally del Taro torna a far parte della Coppa Italia.
Dopo 4 anni di militanza nella Coppa Italia e con un grande afflusso di partecipanti, circa 120 iscritti per ogni edizione nel 2002 il Rally del Taro per la prima volta viene proposto con la tipologia di gara Internazionale, manifestazioni con chilometraggio di almeno 120 chilometri di prove speciali all'interno di un campionato denominato IRC (International Rally Cup) che per la prima volta in Italia distribuiva montepremi in denaro.

Il successo che ha riscontrato suddetto rally si può anche notare da numerosi passaggi avvenuti sia sulla carta stampata che nel piccolo schermo a livello nazionale.
Ricordiamo l'edizione 2003 in cui il 10 rally Internazionale del Taro si candidò per il campionato europeo rally. Nel periodo che va dal dal ‘94 in avanti la San Michele organizza altre due gare, il Rally Scuderie Parmensi creato in collaborazione con le altre scuderie locali, Collecchio Corse, Quattro Valli e Racing Team Valtaro.
Poi dal 2001 e per i cinque anni successivi viene dato vita al Rally Appennino Parmense manifestazione di ottimo successo ma abbandonata perché assorbiva troppe energie e risorse economiche al fratello maggiore e più affermato Rally del Taro.
Sempre nel 2020 si svolgerà la undicesima edizione del Rally del Monte Caio (rallyday) gara organizzata insieme alla Jolly ASD e alla Associazione sportiva Monte Caio in quel di Tizzano Val Parma.

A distanza di 27 anni nel 2020 si svolgerà la 27 edizione del Rally internazionale del Taro sempre inserito all'interno del campionato IRC Cup insieme ad altre quattro gare di livello altissimo e facenti parte della storia dei Rally Italiani.
L' organigramma attuale della Scuderia automobilistica San Michele vede alla sua presidenza Fausto DeRe insieme al coordinatore del campionato IRC Cup Michele Tedaldi e agli storici collaboratori Pierluigi Leporati, Giovanni Capella, Antonio Franchi e Alberto Riccoboni.
Presidente Onorario da Sempre l'Ing. Gianpaolo Dallara annoverato tra i fondatori della Scuderia. Scuderia San Michele